Ioannes XXIII – Annali della Fondazione 2025
«Dirò subito che quella visita mi valse per la cognizione della Chiesa Orientale Bulgara più che la lettura di un gran volume di storia». Così scriveva Roncalli in una delle numerose relazioni redatte per la Congregazione per le Chiese Orientali durante il suo primo viaggio come visitatore apostolico in Bulgaria, durato quasi cinque mesi, dal maggio al settembre 1925.
A ricordo di questo speciale centenario dell’arrivo di Roncalli in Bulgaria e dell’inizio della sua visita apostolica, si è pensato di offrire nel presente quaderno alcuni contributi capaci di illuminare un’impresa dai tratti quasi epici. Essi sono magistralmente introdotti da una presentazione di monsignor Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi, che per molti anni, in qualità prima di officiale e poi di sottosegretario della Congregazione per le Chiese Orientali (ora Dicastero) è stato a stretto contatto con le Chiese cattoliche di rito orientale, compresa quella in Bulgaria. Tra le altre esperienze, egli richiama gli incontri avuti con i patriarchi ortodossi Maxim (1914-2012) e Neofit (1945-2024).
A dimostrare quanto sia ancora viva la memoria del passaggio di Roncalli in Bulgaria, nonostante siano trascorsi cento anni, basterà citare la serie di iniziative promosse a Sofia nel 2025 e presentate da padre Cortesi. Esse confermano quanto scrive monsignor Christo Proykov, vescovo eparchiale emerito di Sofia, ordinato diacono da monsignor Kyril Stefan Kurtev, colui che, scelto nel 1926 da Roncalli come vescovo, lo accompagnò spesso nelle sue peregrinazioni in Bulgaria.
Uno degli aspetti più rilevanti del lungo soggiorno bulgaro di Roncalli è senza dubbio il suo apprendistato ecumenico. Tra gli incarichi che gli furono assegnati nel 1925, quando venne inviato in Bulgaria come primo visitatore apostolico, non c’era quello di instaurare dei rapporti con la Chiesa ortodossa, poiché la prospettiva ecumenica era vista ancora con sospetto. Eppure, grazie all’esperienza maturata sul campo attraverso contatti con le persone più diverse, Roncalli giunse progressivamente a un’apertura di mente e di cuore, preludio significativo a prospettive e sensibilità che molti anni dopo verranno assunte dal Concilio Vaticano II in materia ecumenica. Il contributo del professor Bolis passa in rassegna le tappe più significative di questo dialogo con il mondo ortodosso, le sue gerarchie e la sua spiritualità, dialogo non sempre facile e talvolta visto con sospetto perfino dalle autorità vaticane. Rispetto alle questioni squisitamente teologiche, il futuro papa privilegia le iniziative di collaborazione sul piano umanitario, preoccupandosi di presentare la propria missione non come una minaccia per l’ortodossia: egli rinuncia a ogni forma di proselitismo ed evita qualsiasi gesto che possa essere interpretato come tentativo di conversione degli ortodossi. Insiste invece su una presenza di servizio e di pace.
Benché fosse arrivato nel Paese delle Rose soltanto da poche settimane, dai suoi rapporti emergono un’incredibile capacità di adattamento a condizioni di vitto e alloggio assai precarie, un’impressionante resistenza fisica, una straordinaria lucidità nel valutare persone e situazioni, una forte empatia verso popolazioni provate dalla miseria e soprattutto una larghezza di vedute illuminate dalla fiducia nella Provvidenza. In attesa di una prossima pubblicazione completa di queste relazioni della sua visita apostolica, ancora inedite, nella sezione “Documenti” ne anticipiamo alcune, presentate da una densa introduzione del professor Persico nella quale, oltre a richiamare la strategia perseguita dalla Santa Sede in vista di favorire il cattolicesimo nelle regioni balcaniche, si discute l’apporto degli studi più recenti alla questione del ministero roncalliano in Bulgaria.
Sempre nella sezione “Documenti”, il direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII illustra un’interessante documentazione cartacea e fotografica relativa alla donazione di una preziosa edizione in fac-simile della celebre Bibbia di Borso d’Este a papa Giovanni XXIII, avvenuto nel corso di un’udienza, il 2 febbraio 1963, da parte della stessa Banca. La Fondazione della Banca Popolare di Bergamo ha generosamente donato una copia della stessa Bibbia anche alla Fondazione Papa Giovanni XXIII.
Grazie al riordino dell’archivio fotografico della Fondazione Papa Giovanni XXIII, sono apparsi più chiaramente gli itinerari delle visite apostoliche in Bulgaria dell’allora visitatore apostolico Angelo Giuseppe Roncalli. L’accurata conservazione delle fotografie, spesso corredata dalla precisa indicazioni dei luoghi e delle persone, manifesta la passione di Roncalli per il ministero conferitogli da papa Pio XI. Dopo aver descritto le modalità di conservazione, di riordino e di catalogazione del prezioso materiale fotografico roncalliano, il saggio di Dadda, segretario della Fondazione e addetto all’archivio, servendosi di mappe geografiche dell’epoca e basandosi sugli appunti di Roncalli, ricostruisce le sue tre visite apostoliche, svelando particolari curiosi sui mezzi di trasporto utilizzati, sull’ospitalità ricevuta e sulle comunità incontrate e dimostrando quanto Roncalli fosse veritiero quando affermava con una certa fierezza di conoscere la Bulgaria meglio degli stessi bulgari.
Nella rubrica “Vita della Fondazione”, oltre alle attività ordinarie, merita di essere segnalata la riunione del Comitato scientifico e la presentazione del volume del professor Creatini dedicato all’episcopato veneziano di Roncalli.
Ezio Bolis
Direttore Fondazione Papa Giovanni XXIII







